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sabato 26 maggio 2018

Eventi & Sagre Piemontesi

Ho trovato interessante esporvi alcuni 

luoghi per consigliarvi dove passare 

una domenica biellese  in totale 

relax, e tra questi non dimentichiamo 

la nostra amata Burcina 


TRA I RODODENDRI IN FIORE

dal 26 maggio 2018 al 27 maggio 2018 - Outdoor e Sport
Trivero
Passeggiate fiorite per tutti, grandi e piccini con anche cani al seguito.
In collaborazione con Grandi Giardini Italiani, la rete dei più bei giardini d'Italia della quale fa parte anche l'Oasi Zegna, escursioni guidate (circa 2 ore) alla Conca dei Rododendri.
Il sabato il ritrovo alle ore 14.30 al Centro Zegna per chi arriva in compagnia
del proprio cane, per tutti gli altri l'appuntamento è alle ore 17.
La domenica è dedicata alle famiglie con ritrovo alle ore 10.30 al Centro Zegna, per tutti gli altri l'appuntamento è alle ore 14.30.
Allestito nella Conca dei Rododendri un punto di
Durante tutto il mese delle fioriture anche una speciale rassegna gastronomica a cura del Consorzio Turistico Oasi Zegna con fantasiose proposte di menù fioriti.
degustazione e vendita di prodotti tipici del territorio, a cura di Oasi del Gusto.La domenica su prenotazione è possibile ritirare sul luogo un gustoso cestino pic nic con produzioni tipiche del territorio (info:www.oasizegnaincoming.com).







INFO
Equipe Arc en Ciel
Telefono 015 0990725 o 349 4512088
www.oasizegna.com 

maffeo.geologo@gmail.com



31 maggio 2018 - Arte e Cultura - Orario: 21
Biella, Chiostro di San Sebastiano

Rassegna di eventi, degustazioni, incontri con l'autore, lettura e commento dei giornali nel centro di Biella.
Oggi:
Paola Gianotti, atleta, speaker motivazionale e scrittrice, ha battuto il Guinness World Record come donna più veloce ad aver circumnavigato il globo in bicicletta.
Evento in collaborazione con BonPrix.
INFO
Irene Finiguerra
Telefono 349 7252121 - Fax Deborah Mancin - tel. 324 9282779
fuoriluogo.biella@gmail.com



fino al 27 maggio 2018 - Mostre
Biella, sala Il Cantinone del Palazzo della Provincia
Luigi Sperotto: Musica, pietre e colori. Esposizione di quadri e case in miniatura.
orari: venerdì dalle ore 16 alle 21 - sabato e domenica dalle ore 10 alle 13 ed alle ore 15 alle 21.
Inaugurazione venerdì 4 maggio alle ore 16.
Ingresso libero.
INFO
Telefono 338 2604123 



fino al 27 maggio 2018 - Mostre
Trivero, Ex Filatura Loro Milan, fraz. Pratrivero 327
La mostra vedrà la partecipazione di 40 artisti selezionati, provenienti da varie Regioni d'Italia.
Le opere esposte saranno 120.
Inaugurazione mostra: sabato 5 maggio alle ore 17.
Orari apertura mostra: mercoledì e giovedì dalle ore 17 alle 19 - venerdì dalle ore 20.30 alle 22.30 - sabato e domenica dalle ore 17 alle 19 e dalle ore 20.30 alle 22.30.
Premiazione domenica 27 maggio alle ore 17.


fino al 28 ottobre 2018 - Mostre - Orario: dalle 14.30 alle 18.30
Trivero, Casa Zegna, via Marconi 23
Inaugurazione dalle ore 15.30 fino alle 18.
Nel 1968 Zegna da creatore di tessuti di qualità entra nel mondo del prêt-à-porter con una propria linea di moda maschile.
La mostra ricostruisce l'inizio di questa avventura
imprenditoriale ed esplora il concetto di Italian lifestyle, sinonimo di eleganza in tutto il mondo.
Per i bambini (da 4 anni in su) su prenotazione, laboratorio didattico d'ispirazione montessoriana dal titolo "Ci vuole stoffa", primo di un ciclo di incontri sul talento di trasformare la materia con le mani e con l'immaginazione.
La mostra è visitabile ogni domenica dalle ore
14.30 alle 18.30 con apertura straordinaria mercoledì 15 agosto.
Ingresso: intero 4 euro - ridotto 3 euro - gratuito ogni prima domenica del mese.
INFO
Casa Zegna
Telefono 015 7591463
www.casazegna.org
info@oasizegna.com



dal 26 maggio 2018 al 27 maggio 2018 - Arte e Cultura - Orario: dalle 20.30
Mongrando S. Lorenzo
Spettacolo: La Cattiv'Ora e altre storie. Leggende e racconti di una Mongrando dimenticata.
Uno spettacolo di Magia e di Mistero.
Partenze ogni mezz'ora a partire dalle ore 20.30.
Ingresso 10 euro - bambini fino a 12 anni 5 euro.
Nel corso della serata verrà istituita una raccolta fondi per il restauro del portone maestro della Chiesa di San Lorenzo.



dal 26 maggio 2018 al 27 maggio 2018 - Outdoor e Sport - Orario: dalle 8
Bielmonte
Una giornata per conoscere il mondo pastorale, la sua cultura e le sue pratiche.
Ore 8/8.30 a frazione Cerale di Camandona incontro con la mandria di Valter Croso per seguirne la salita di 3 ore circa lungo la strada dell'Alpe al Bocchetto Sessera.
Ore 10 dal Bocchetto Sessera la guida ambientale accompagnerà il gruppo nella discesa per incontrare la mandria all'Alpe Marchetta e poi proseguire fino all'Alpe Moncerchio.
Pranzo montanaro all'Alpe Moncerchio con la gustosa e tipica polenta concia ed i prodotti dell'alpeggio.
Dopo le ore 18 la dimostrazione della lavorazione del latte per la produzione del formaggio d'alpe.
INFO
Alpe moncerchio
Telefono 339 7289682
www.alpibiellesi.eu
info@oasizegna.com



dal 26 maggio 2018 al 27 maggio 2018 - Arte e Cultura - Orario: dalle 14.30 alle 18
Masserano
Il Polo Museale Masseranese è aperto con visite guidate dalle ore 14.30 alle 18.
Vi aspettiamo per scoprire insieme le sale meravigliose del Palazzo dei Principi di Masserano.
INFO
Associazione Don Barale
Telefono 345 5126696
www.polomusealemasseranese.weebly.com
associazionedonbarale@gmail.com



27 maggio 2018 - Arte e Cultura - Orario: dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30
Biella Piazzo e Massazza
Tra le 21 dimore storiche del Piemonte che prendono parte all'iniziativa, nel Biellese apriranno gratuitamente le porte al pubblico il Castello di Massazza e Palazzo La Marmora a Biella.
Per il Castello di Massazza (via Casetti 1/ S.S. Trossi, 230) saranno visitabili gratuitamente le due corti, tre sale interne, la cappella e la taverna medievale.
Prenotazione non necessaria. Per visite guidate e informazioni vedere il sito. Saranno presenti gli allievi architetti del Politecnico di Torino con i pannelli illustrativi frutto del Workshop "Il progetto per la valorizzazione delle dimore storiche del Piemonte".
Per Palazzo La Marmora (corso del Piazzo, 19I) saranno visitabili gratuitamente al mattino 9:30/12:30: sale casa museo, salone Galliari, giardino, giardino d'inverno; e al pomeriggio 14:30/17:30: salone Galliari, sala delle scuderie, giardino, giardino d'inverno. Per gruppi superiori a 10 persone è molto gradita la prenotazione.
INFO
Palazzo La Marmora
Telefono 331 6797411
www.castellomassazza.com
info@palazzolamarmora.it



27 maggio 2018 - Arte e Cultura - Orario: dalle 10.30
Trivero, Ponzone, PalaGiletti
Programma:
dalle ore 10.30 stand di associazioni, gruppi, enti e comunità con presentazione di progetti, attività e iniziative
ore 10.45 Ragazzi in gioco: avvio del gioco della solidarietà dedicato ai più giovani
ore 12 saluti istituzionali e inaugurazione dell'opera d'arte collettiva
dalle ore 12.30 alle 14 pranzo a cura di ANA Gruppo Alpini Trivero presso il mercato coperto
ore 14 premiazione mostra-concorso di Associazione Prospettive
ore 14.30 Banda Rulli Frulli in concerto.
INFO
Telefono 333 9929777
www.centroterritorialevolontariato.org 



27 maggio 2018 - Outdoor e Sport - Orario: dalle 9.30
Bielmonte
Con l'inizio della bella stagione quale modo migliore per passare la domenica se non con i TrekDays?
Escursione organizzata da Decathlon sulle montagne biellesi per scoprire in compagnia il mondo del trekking.
partenza ore 10
camminata di 1h e 30 fino al rifugio Monte Marca
pranzo al sacco o presso il rifugio.
Durata prevista per l'escursione: circa 6 ore.
Rientro previsto per le ore 16.
Informiamo che l'escursione sarà fatta in accompagnamento con la guida escursionistica dell'Equipe Arc-en-Ciel.
È consigliato un abbigliamento adeguato all'attività, preferibilmente portare k-way personale.
Adesioni in negozio fino al 26/05, evento esclusivo per i possessori della Carta Fedeltà.

venerdì 25 maggio 2018

Leggende & Storie piemontesi "Le leggende del lago della vecchia"

Il lago della Vecchia (lagh ëd la Vegia in piemontese) è un piccolo bacino lacustre situato all'altezza di 1.858 m s.l.m. sotto le pareti del Monte Cresto in Valle Cervoprovincia di Biella. È interamente compreso in una frazione montana del comune di Sagliano Micca, anche se il centro abitato più vicino è quello di Piedicavallo. Il nome del lago deriva da una leggenda locale. Il Lago della Vecchia è stato uno dei laghi alpini più pescosi del Biellese.Il Lago della Vecchia è un lago di circo di origine glaciale, del perimetro di km 1,05, con lunghezza massima km 0,3 e larghezza massima km 0,25. Da questo lago nasce il Torrente Cervo, il corso d'acqua più importante del Biellese.


La vecchia del lago è la protagonista di una antichissima leggenda d'amore e di fedeltà  che si ricollega al periodo celtico.

Qui di seguito tre racconti 



Un giovane guerriero si innamora di una bellissima fanciulla quindicenne e venne organizzato il matrimonio. La roccia a poca distanza del lago era stata allestita ad altare e decorata con fiori alpestri e fronde. La sposa ornata di ricche vesti attese lo sposo per tutto il giorno e la notte ma il giovane non arrivò. Al mattino successivo arrivò un uomo sconvolto dicendo che il promesso sposo era stato trovato ucciso in un bosco. La giovane volle dargli sepoltura in fondo al lago e là rimase per tutta la vita a custodire il suo amore, in compagnia di un orso. Negli anni la giovane divenne una vecchia, considerata una maga a cui la gente del luogo chiedeva consigli per rimedi, sortilegi, medicamenti. Quando morì fu sepolta al fondo del lago e secondo le tradizioni celtiche, i due spiriti innamorati s'incontrarono e si fusero. Ancora oggi, nelle magiche notti di luna, c'è chi afferma che si scorge sorvolare la superficie del lago un fantasma dai lunghi e bianchi capelli.

Al tempo della dominazione romana, un re e la sua sposa furono presi in ostaggio e messi a servizio come schiavi. Un servo fedele e devoto ai sovrani li seguì e li riscattò, dando loro la libertà. Ma il re morì e la vedova, fatta costruire una cassa di quercia, cercò nella solitudine delle alpi biellesi un luogo adatto al riposo del suo signore. Scelse il lago montano e calò la cassa nelle acque. La donna rimase a vegliare l'amato, viveva in una grotta e si nutriva di erbe, frutti selvatici e latte di una capretta. Era bellissima ma la gente la fuggiva perché straniera; veniva considerata una masca. Un giorno, un fanciullo si ammalò gravemente e la donna del lago lo guarì con i filtri di erbe alpine. La gente iniziò ad idolatrare la donna del lago e ricorreva a lei per le cure. In cambio le portavano doni. La donna invecchiò e quando mori la piansero e la calarono in fondo al lago, accanto allo sposo tanto amato. Ancora oggi, nelle magiche notti di luna, c'è chi afferma di vedere un fantasma bianco, dal lunghi capelli che sorvola la superfice del lago. E' la vecchia, ombra amica che ama i mortali, salva i viandanti smarriti e protegge gli innamorati.


Risale al 1600 ed è ambientata a Rozazza.
Si narra di una giovane e bellissima ragazza e del suo promesso sposo che, improvvisamente, dovette partire per la guerra. La giovane lo attese per molti anni, fedele, fino a quando arrivò in paese un giovane di Torino, ricco e affascinante, che iniziò a fare la corte alla ragazza. Lei inizialmente resistette, poi venendo a mancare anche le informazioni del fidanzato dal fronte, cedette e si fidanzò con il giovane torinese. Nel frattempo, a Rosazza, giugevano le notizie della morte del giovane rosazzese. Il giorno delle nozze della giovane con il promesso sposo di Torino, in chiesa comparve un pesonaggio vestito da un mantello nero. Era il fidanzato tradito che interruppe il matrimonio e fece morire d'infarto la madre della ragazza. La ragazza stessa scappò dalla chiesa e, in preda al senso di colpa, vagò per le montagne. La trovarono morta presso le sponde del lago. Fu trasportata in pese e le fu data sepoltura ma la sua anima continua a vagare intorno alle sponde del lago e si ode il lugubre lamento che rimprovera tutte le infedeltà d'amore. 

giovedì 24 maggio 2018

Cucina piemontese "La ratatuja"

LA RATATUJA
Oggi vi presento un piatto che è caro ai Piemontesi, ma "rubato" ai vicini cugini Francesi, infatti loro lo chiamano La ratatuille, ma nui suma piemunteis...e alora...la ratatuja
Preparazione
Tagliate a fettine sottili la cipolla e l’aglio. Pulite tutte le altre verdure e tagliatele grossolanamente a pezzetti.
In una padella antiaderente mettete a riscaldare 2 cucchiai di olio d’oliva e fate cuocere le melanzane per 5 minuti. Scolatele e mettetele in un piatto al caldo.
Fate saltare le zucchine con un ulteriore cucchiaio di olio e, infine, ripetete la stessa operazione con i peperoni.
In una casseruola scaldate tre cucchiai di olio e fate rinvenire al suo interno le cipolle. Aggiungete i pomodori e, mescolando con un cucchiaio di legno aggiungete tutte le altre verdure e cuocete a fuoco vivo per altri 5 minuti.
Aggiungete anche timo, lauro, aglio, sale e pepe e, dopo aver messo il coperchio, abbassate il fuoco e cuocete per 30 minuti.
Prima di togliere dal fuoco, assaggiate tutte le verdure: se necessario prolungate la cottura di 10 minuti.

La ratatuja può essere servita calda o fredda.

Ingredienti

  • 200 gr di cipolle
  • 1 kg di zucchine
  • 600 gr di melanzane
  • 700 gr di pomodori
  • 1 peperone rosso
  • 2 peperoni gialli
  • 4/5 spicchi d’aglio
  • olio extravergine d’oliva
  • timo
  • lauro
  • sale
  • pepe

















BUN APTIT...!!!

mercoledì 23 maggio 2018

Leggende Piemontesi "Il castello incantato"

IL CASTELLO INCANTATO
Quale ragazzino Borrianese non è mai andato almeno una volta al Castello incantato nella Bessa? 
Con la voglia di cercare e capire se le dicerie sulla casa nella Bessa sono vere, se in quello che noi chiamiamo il Castello Incantato davvero ci sono delle presenze e, come raccontano molti testimoni, si sentono voci nella notte e lo spirito dello scrittore che la abitava ancora si aggira tra gli alberi.
Gli abitanti di Borriana sentono forte il legame  alla Bessa, un territorio difficile, dove a regnare sono le rocce e la vegetazione, il suo fascino di questo luogo è immenso, con la sua storia legata ai Vittimuli che vivevano lungo le sponde del Torrente Elvo e con il successivo arrivo dei Romani, che si instaurarono in quest’area per sfruttare le aurifere che rendevano buona parte del corso dell’Elvo una miniera d’oro a cielo aperto. I massi erratici hanno da sempre avuto nell’immaginario collettivo un significato molto mistico. Luoghi ritenuti carichi di magia e di energie capaci di influenzare la vita, molti di essi sono stati individuati e utilizzati come altari presso i quali venivano eseguiti dei riti a scopo principalmente propizio. 
Un esempio ne è il Roc Malegn, un grande masso erratico spaccato in tre parti che si trova nel pressi di Vermogno, frazione di Zubiena. Un sito ricco di fascino grazie alle iscrizioni rupestri che vi si trovano incise, simboli primitivi che raffigurano delle figure unite a coppie A concretizzare ancor più le teorie che dicono che questi luoghi siano ancora oggetto di culto sono le numerose offerte votive che ci sono ancora oggi sparpagliate nei paraggi, tra di esse i melograni, le mele e le ciliegie (frutti dalla chiara simbologia legata alla donna e alla fertilità), ma anche nocciole e piccoli amuleti di pietra che hanno la funzione di catalizzare le energie per renderle più efficaci. 

La casa nella Bessa

Nel cuore della riserva, proprio in mezzo ai mucchi di rocce accumulati dai Romani durante la loro ricerca dell’oro, si trova la misteriosa casa della Bessa, un luogo semplice, ma altrettanto meraviglioso per la particolarità delle forme della sua architettura.
Proprio queste forme curve e i tetti a punta hanno indotto alcuni, che mai si sono avvicinati a sufficienza, a chiamare questo luogo il Castello Incantato, ipotetica dimora meravigliosa della quale spuntavano tra le fronde solamente i tetti molto particolari. Altri invece, l’hanno battezzata il ‘villaggio africano‘, ed effettivamente, viste le piccole dimensioni della casa e il canneto che cresce attorno a quasi tutta l’area, questa immagine si rivela più somigliante.
La sua struttura suddivisa in varie zone abitative, si trova un bagno, una piccola casetta con dentro un camino e una panca in muratura che si trova a parete lungo tutto il perimetro e un pozzo semplicemente meditativo.Tutta la zona è abbracciata dai cumuli rocciosi che caratterizzano la Bessa, tra le rocce è possibile distinguere dei vialetti, la rudimentale recinzione fatta di pali e filo spinato che delimita l’area e, qua e la, degli spazi appositamente ricavati dove crescono ancora oggi, nonostante l’abbandono, i fiori che l’uomo che frequentava la casa nella Bessa aveva piantato.
 Secondo gli abitanti di Borriana e Zubiena, il padrone di casa era un uomo strano forse un eremita che amava vivere isolato, alcuni dicono fosse uno scrittore, mentre altri lo identificano di più come un artista e questo spiegherebbe in parte la particolare struttura della sua casa.
Ma potrebbe anche essere che tutto sia una fantasia, mentre un’ipotesi potrebbe essere che quest’uomo, probabilmente residente poco distante, avesse costruito questa casetta per usarla come rifugio, magari per venire a creare le proprie opere d’arte o magari per scrivere, ma per tornare poi alla sera alla propria abitazione.
Questo è ancora un mistero, 

Cucina tradizionale Piemontese "Sucot pien"

Ciao amici...anche oggi rivisitiamo i protagonisti della stagione: I SUCOT...questa volta ve li consiglio ripieni

ZUCCHINE RIPIENE

Oggi andiamo e realizzare la “classica” ricetta delle zucchine ripiene, quella con la carne: un secondo piatto gustoso, saporito e perfetto anche per un pic nic!
Le zucchine ripiene di carne, pane e formaggio grattugiato. Potete prepararle e gustarle tiepide, subito dopo la preparazione o anche il giorno dopo

Ingredienti per la ricetta delle zucchine ripiene al forno (per 4                    persone)

  • 4 zucchine tonde
  • 300 g di carne trita di manzo
  • 2 uova
  • 1 pane raffermo
  • latte q.b.
  • 150 g di formaggio grattugiato
  • olio evo q.b.
  • sale q.b




Zucchine ripiene


Preparazione delle zucchine ripiene al forno

Iniziamo a lavare e asciugare le zucchine. Poi, sbollentatele in acqua leggermente salata per circa 10 minuti. Al termine, tagliate la cima (creando una sorta di cappello) e con un cucchiaio svuotatele della parte interna, che non va buttata: la useremo per il ripieno
In una padella con un goccio di olio, fate cuocere il macinato di manzo per circa 20 minuti, poi, aggiustate di sale. Fate raffreddare e nel frattempo inumidite il pane raffermo con il latte.
Unite il macinato, le uova, la polpa delle zucchine, il formaggio in una terrina e schiacciate bene con una forchetta. La consistenza non deve risultare troppo liquida: in tal caso, aggiustatela con del pan grattato.
Farcite le zucchine con il ripieno che avete appena preparato e infornate in forno già caldo a 180°C per circa 20 minuti
Buon appetito!!!

Zucchine ripiene al forno: le varianti

Per una variante senza carne, il procedimento, più o meno, è lo stesso, cambia solo il ripieno che è a base di riso e verdurine. Un’altra preparazione molto gustosa e popolare è con il tonno, che sostituisce la carne nel ripieno delle zucchine.
BUN APTIT...!!!
I

martedì 22 maggio 2018

Cucina tradizionale piemontese "Risotto con gli asparagi"

Risotto agli asparagi


                                            Ingredienti 

300 gr di riso, 
un mazzo di asparagi, 
olio, 
cipolla, 
brodo vegetale, 
burro, 
parmigiano,
sale pepe qb                                           preparazione 

Lavate e mondate gli asparagi, eliminando la parte legnosa del gambo. 
Con la parte legnosa del gambo preparate il brodo vegetale. 
Separate quindi le sommità degli asparagi e tenetele da parte.
Tritate la cipolla finemente e soffriggetela in un tegame a fuoco basso nell’olio. Aggiungete i gambi degli asparagi tagliati a rondelle sottili e due mestoli di brodo vegetale. 
Fate cuocere per dieci minuti aggiungendo eventualmente altro brodo.
Mettete ora il riso nel tegame e proseguite la cottura versando a poco a poco il brodo caldo e regolando di sale, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Quando il riso sarà a circa metà cottura, mettete nel tegame le sommità degli asparagi lasciate da parte in precedenza, e amalgamatele al risotto con delicatezza per non romperle.
A fine cottura aggiungete una noce di burro e un pò di parmigiano per completare la mantecatura.

lunedì 21 maggio 2018

Cucina tradizionale piemontese "Sucot an carpiun"

Ciao amici, innanzitutto buon lunedì e buona settimana a tutti.
Oggi inizierò a presentarvi un antipasto caro alle nostre tradizioni, che anche questo profuma di ricordi, ma sempre attuale. I SUCOT AN SBRUSC, come diciamo noi biellesi.
Se voi li chiamate diversamente potete scriverlo nei commenti in fondo alla ricetta,
Buon appetito...!!!

ZUCCHINE IN CARPIONE
Tipo Di Piatto: Antipasto

ingredienti

1 kg di zucchine, 4 spicchi d'aglio, 5 foglie di salvia, 5 foglie di menta, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva , 1 cucchiaio di aceto,
per la pastella: farina,acqua frizzante , sale, lievito in polvere

preparazione

Preparatela pastella amalgamando tutti gli ingredienti previsti. Lavate le zucchine, tagliatele a listarelle, passatele nella pastella poi friggetele in padella con olio d'oliva. Passatele quindi su carta assorbente e salatele leggermente. Disponetele in una terrina. Preparate adesso il carpione. Versate l'olio d'oliva in un pentolino, aggiungete un pizzico di sale, le foglie di salvia e di menta e gli spicchi d'aglio schiacciati; Portate poi a bollore a fiamma moderata e lasciate friggere l'aglio brevemente, comunque fino a doratura. A questo punto aggiungete l'aceto e fate ancora sobbollire per una manciata di secondi. Gettate il carpione caldissimo sulle zucchine e lasciate riposare. Servirlo freddo.

domenica 20 maggio 2018

Poesie d'autore "Battito d'ali"

                             
                              BATTITO D'ALI



I viaggi di Janusz "Una Sacrestia"



UNA SACRESTIA

Cotto a puntino dalla navigazione su questa barca a vela lenta e antica ho giaciuto dal lato sbagliato parlato a lungo con un haitiano avanti succhiato un mango sottratto ai preti cercato ristoro nuotando fuori dal paese colpito da raffiche di sole incendiato che oggettivamente meritava ombra e sera. Ho la faccia imbistecchita e il cranio in ebollizione di pensieri oscillanti da maschili a femminili ancora a maschili dove spiegare la differenza richiederebbe silenzio da parte di una ex schiava che mi interrompe che prego quando dietro sta scalciando una porta di chiesa corrosa con salsedine che ha portato dalla sua il cemento le onduline del tetto e le grate incerte una volta sommariamente smaltate e a me il suo scalciando scalcinato arruola un sopito vezzo bacchettone di shhhht silenzio qui si adora il santissimo chettiridi sguaiata tu mallei mi cerca mi incalza mi chiama in sacrestia blanc vien blanc ici 'garde pianò e io guardo pianò e incontrollabilmente immagino un sinuoso volo di calabrone strimpellato con mani di osso da un sordo indiavolato defunto haitiano Beethoven.

Dall'Isola della Gonave
Janusz Gawronsky


IL BUCO DEL DIAVOLO
Gonave 15.5.2016

Il mio viaggio ad Haiti si avvicina al termine. Sospeso nella solita amaca resisto al sonno per assaporare ancora le crescenti emozioni policrome di questi giorni accaduti e consegnati alla memoria con il marchio di fabbrica dell'inatteso e dello stupore infantile del sottoscritto al cospetto di una realtà protagonista dichiarante tutto. 

Rileggendo l'ultimo pezzo intitolato UNA SACRESTIA ho capito di aver preso troppo sole su una certa barca per la Gonave e troppo caldo per il mio fisico da blanc piedetenero europeo con l'effetto di straparlare come se avessi tirato i dati per estrarre dalla mente scottata termini casuali non necessariamente ammessi nello Zingarelli. 

È stato strano giovedì mattina arrivare a Port-au-Prince dalla Gonave dopo un viaggio laborioso fra persone capre galline per poi incontrare un volitivo e un po' disperato contatto-prete rendermi conto di dover compiere del lavoro a quattro mani per arrivare a qualche risultato decidere di ritornare lo stesso giorno con lui e quindi rifare a ritroso tutta la strada fino a Port du Bonheur, capre incluse. 

Fanel è un prete dell'alta borghesia haitiana esiliato qui alla Gonave dal nuovo arcivescovo post terremoto con il cadavere del predecessore appena estratto dalle macerie della cattedrale per portare a mani nude la presenza della chiesa cattolica dove non si era mai vista in 500 anni: un compito difficilissimo da eseguire in un contesto di bisogno materiale assoluto e un ambiente negativamente preavvertito contro Roma da un'antica rappresentanza metodista. Qui i protestanti dominano probabilmente dai tempi dell'americanissimo "re bianco", un sergente dei marine in forza al contingente di occupazione che negli anni venti e trenta ha pacificato è gestito l'isola, sergente che fece invaghire la locale regina taino, fu incoronato, visse e regnò bene per tre anni finché fu richiamato in patria, ordinatamente abdicò, partì al termine di una grande festa e una volta a New York scrisse anche un simpatico libro sulla vicenda. Cosicché qualunque cosa esista sull'isola, pista mulattiera o molo, qui ti racconteranno che bisogna ringraziare i metodisti, quelli che ti danno un pezzo di pane e nel mentre che lo mastichi ti indottrinano sulla falsità dei preti sull'erroneità del culto della vergine e sulle smanie di potere del papa e dei suoi rappresentanti. Così mi stringe il cuore di assistere alle celebrazioni di Fanel nella chiesa già pericolante dopo appena tredici anni di esistenza che non fosse per lo spettacolare favo in sacrestia andrebbe demolita domattina a tutela dei fedeli, ed eccolo Fanel Florestal di Port-au-Prince alta predicare davanti a uno sparuto gruppetto di dodici improbabili discepoli costituiti da tre collaboratrici, due anziani, tre pie donne e alcuni bellissimi compunti bimbi scalzi che per fortuna cantano a squarciagola. Provo a immaginare come devono vivere i poveracci illetterati indigeni la differenza frontale fra gli abbastanza misteriosi solenni concetti paramenti gesti riti cattolici e la predicazione meno strutturata e paternalistica dei metodisti. Mi sento meglio per padre Fanel quando scopro che si è conquistato un posto in primo piano costituendo e gestendo il consiglio dei notabili della comunità, lo scopro arrivando una sera in moto malconcio per una caduta sul pietrisco della pista e trovando il comitato in riunione con Fanel saldamente al comando, e faccio in tempo ad ascoltare abbastanza per capire che davvero le decisioni che contano si discutono e assumono qua, nell'interesse di tutta la comunità, laddove l'interesse della comunità si declina su temucci lievi tipo come riempire la pancia almeno dei bambini e come far fronte alla perdurante siccità che asseta e uccide la campagna dal cui raccolto tutti preoccupatissimi dipendono. 

Così mi rendo conto che il signore le cose le fa bene, mi ha mandato allo sbaraglio a risollevare una comunità non si sa come e soprattutto con che energie, ed ecco qua: oltre venti figure preminenti sono sedute per due ore ad analizzare e decidere esattamente come farebbero dei veri manager. Capisco che nulla sarà impossibile perché questa poverissima comunità possiede una leadership sufficientemente unita in grado di trascinare tutti. 

Compio sopralluoghi al fronte mare, l'abitato, le valli e colline circostanti. Cerco di capire dove può avere successo scavare un pozzo che sarebbe il primo assoluto nel raggio di ventitré chilometri. Percorro le collinette rocciose per valutare dove è meglio costruire il primo megaserbatoio per l'agricoltura m, la scuola, la discarica, e prima o poi la mia casa, per la quale sono combattuto fra stare  per conto mio su qualche altura o per conto mio in un qualunque punto deserto della stupenda vergine costa caraibica. Girando per la zona faccio incontri commoventi. Una matrona mi offre un'anguria staccata dalla pianta alcune ore prima e tenuta all'ombra di un cespuglio perché "se la mangi calda è diarrea garantita". Una vecchia vicina ai cento anni dai capelli lunghi lisci bianchi come qui non si vedono sta accovacciata davanti alla sua tana, bambina in attesa di liberazione accovacciata così da anni perché raccontano che così si è atrofizzata un giorno e non si alza più e sta davvero accovacciata come una fachira ma senza ingoiare chiodi e in qualche modo sopravvivendo  certamente di carità. Due donne chiacchierano sedute su sassi mentre ai loro piedi dormono due bimbi di non più di tre o quattro anni direttamente con la faccia e le gambe nella polvere del suolo. Una donna accudisce all'ombra di una specie di simil-ulivo un anziano rassomigliante mio padre che anch'esso non cammina più e passa in questo modo le giornate sdraiato a terra su una coperta, laddove io ricevo la netta sensazione che a questa estrema indigenza non corrisponde automaticamente una minore felicità e serenità rispetto alla ricchissima Europa, anzi, nemmeno sei ti prende un cancro e non c'è un ospedale per te. Inizio per questo a sospettare che qui si viva con più gratitudine e si muoia con più serenità e meno drammi egotici che da noi. 

Elenco di seguito i titoli delle criticità che ho rilevato nei giorni scorsi per questa gente di Port du Bonheur partendo da quelle di sopravvivenza:
l'assenza totale di acqua per l'agricoltura che defalca  i raccolti e li distrugge nella stagione secca ottobre-aprile, causando malnutrizione cronica e fame dai neonati in su, che a loro volta producono acuta sofferenza fisica e psichica, sottosviluppo fisico dei bambini, patologie diffuse allo stomaco e al resto dell'apparato digerente eccetera. L'assenza assoluta di tubazioni e acquedotti che determina il forzoso spostamento per molti chilometri di persone e animali verso i punti d'acqua  ovvero il trasporto del prezioso liquido a dorso d'asino verso animali e persone. 
L'assenza assoluta delle basi minime di un qualsivoglia sistema sanitario: che distribuisca visite esami diagnosi medicinali cure ambienti sterili al bimbo con l'otite alla bimba che morirà di dissenteria alla puerpera che partorirà una Jordanie paraplegica in una capanna assistita da una vecchia con null'altro che una vecchia gillette arrugginita per tagliare il cordone ombelicale. 
L'assenza nella stagione secca di acqua dolce per lavarsi, dolce e potabile per cucinare e bere;  nella stagione umida la disponibilità per le stesse esigenze di sola acqua piovana colata negli invasi da onduline e grondaie arrugginite. La necessità di procacciare a pagamento e trasportare via mare da Miraguan galloni di acqua trattata da bere
L'assenza quasi assoluta di latrine, e assoluta di fogne fosse biologiche eccetera
L'assenza di scuole, o meglio la presenza di scuole unicamente primarie abbastanza eroiche da andare avanti in aule baraccate quasi senza libri e quaderni, dove comunque con mia grande ammirazione ho constatato che tutti i bambini parlano un po' francese e che al quinto anno una classe sta affrontando con successo espressioni frazionarie impegnative
L'assenza assoluta di strade per trasportare persone animali prodotti agricoli acqua materiali, laddove le cd strade esistenti sono piste rocciose e quando 
piove fangose dove auto e camion non passano ma solo e con difficoltà motocross, e con facilità unicamente esseri viventi a due e più zampe. 
L'assenza assoluta di illuminazione stradale
L'assenza assoluta di corrente elettrica, che significa ad esempio non poter congelare il pesce pescato per poterlo portare con calma a vendere sui mercati di Haiti 
L'assenza di alberi 
L'assenza quasi assoluta di alberi da frutta (in primis mango banana papaya) 
L'assenza di un trattamento dei rifiuti, che sono da tutti gettati a terra a popolare le strade

Potrei andare oltre ma alle ore 1.36 locali le zanzare arrembano e la batteria dell'iPhone si sta arrendendo, certamente in virtù di una nuova app che calcolando le mie ore di sonno utili fino alla prima riunione con Fanel sa esattamente quando ho molto sonno ed è meglio obbligarmi a chiudere. Domattina proseguirò a mettere ordine nelle idee e tirando le somme di un mese denso di spostamenti ricognizioni ascolto di lamenti scontro con parassiti acquisizioni di informazioni su problemi cronici mai affrontati confronti con comunità dimenticate, una messe di dati emozionali e pratici che mi ha caricato al punto giusto cuore e neuroni per arrivare a un dunque a vari livelli. Domani sera ho fatto convocare a padre Florestal il Comitato per affrontare una serie di azioni che vorrei fossero eseguite prima che io torni qui ad agosto, fra le quali
Pulizia integrale dell'abitato e delle spiagge da spazzatura e conchiglie (stimo 50-100 metri cubi)
Realizzazione del primo pozzo agricolo al centro della piana per il quale prometterò l'invio di 5-6000 euro
Identificazione di almeno 4 ettari di terra fertile comunitaria e messa a coltivazione intensiva dal pozzo di frutta e verdura con irrigazione manuale per assicurare un plat chaud giornaliero almeno ai bambini e ai vecchi
Con 2-3.000 euro che prometterò, intubare, dotare di pompa di sollevamento a pannelli solari e portare a un abbeveratoio da costruire sull'altipiano a 80 metri di distanza l'acqua di una specie di grotta che c'è esattamente in mezzo alla piazza del paese, grotta definita con timore Buco del Diavolo (il cui laghetto sotterraneo di acqua quasi dolce è probabilmente la ragione unica per la quale esista qui in primo luogo una antica aggregazione di persone). Un tempo il Buco del Diavolo ha ingoiato dei bambini, scivolati dentro e mai più emersi. Oggi scema l'ascolto del voodoo che vorrebbe quel luogo simultaneamente diabolico, sacro, intoccabile e malefico. Questa piccola opera risparmierà una certa fatica giornaliera per i circa 300 secchi da tempera che ogni giorno alcuni giovani calano con una corda, tirano su in obliquo per otto metri, mettono sulla testa e trasportano a 80 metri al più vicino punto accessibile dai propri animali, i quali arrivano anche autonomamente verso quest'unica fonte d'acqua fino da Dent Grient che si trova a 15 km. Questo lavoro i giovani lo fanno da sempre e potrebbero anche andare avanti così. Tatticamente mi sembra il modo migliore per comunicare che da oggi si fa sul serio, si risolvono velocemente problemi antichi, la musica è davvero cambiata: un punto a favore della credibilità del Comitato, che dovrà poter chiedere e ottenere per alcuni anni a venire molti sacrifici e parecchio lavoro comunitario non retribuito per iniziare una nuova era senza aspettare interventi esterni che si faranno attendere ancora molto a lungo. 

Ecco, questa è la prima lista, il riscalda, in attesa di lanciare progetti più ampi e strutturati da settembre. È essenziale che le persone riescano a fare questo da soli e per convinzione, senza litigare ma collaborando. Signore riempili di coraggio, inizia l'avventura. Alle ore 2.30 - 10.30 di martedì in Italia - vorrei finalmente mandarti questo pezzo ma il ripetitore Natcom come al solito di notte è spento, segno che da queste parti persino i ripetitori dei cellulari vanno a pannelli solari con batterie usurate che non tirano l'alba. 
Buongiorno da Haiti!

Dall'Isola della Gonave
Janusz Gawronsky


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