Leggende Piemontesi "Il castello incantato"

IL CASTELLO INCANTATO
Quale ragazzino Borrianese non è mai andato almeno una volta al Castello incantato nella Bessa? 
Con la voglia di cercare e capire se le dicerie sulla casa nella Bessa sono vere, se in quello che noi chiamiamo il Castello Incantato davvero ci sono delle presenze e, come raccontano molti testimoni, si sentono voci nella notte e lo spirito dello scrittore che la abitava ancora si aggira tra gli alberi.
Gli abitanti di Borriana sentono forte il legame  alla Bessa, un territorio difficile, dove a regnare sono le rocce e la vegetazione, il suo fascino di questo luogo è immenso, con la sua storia legata ai Vittimuli che vivevano lungo le sponde del Torrente Elvo e con il successivo arrivo dei Romani, che si instaurarono in quest’area per sfruttare le aurifere che rendevano buona parte del corso dell’Elvo una miniera d’oro a cielo aperto. I massi erratici hanno da sempre avuto nell’immaginario collettivo un significato molto mistico. Luoghi ritenuti carichi di magia e di energie capaci di influenzare la vita, molti di essi sono stati individuati e utilizzati come altari presso i quali venivano eseguiti dei riti a scopo principalmente propizio. 
Un esempio ne è il Roc Malegn, un grande masso erratico spaccato in tre parti che si trova nel pressi di Vermogno, frazione di Zubiena. Un sito ricco di fascino grazie alle iscrizioni rupestri che vi si trovano incise, simboli primitivi che raffigurano delle figure unite a coppie A concretizzare ancor più le teorie che dicono che questi luoghi siano ancora oggetto di culto sono le numerose offerte votive che ci sono ancora oggi sparpagliate nei paraggi, tra di esse i melograni, le mele e le ciliegie (frutti dalla chiara simbologia legata alla donna e alla fertilità), ma anche nocciole e piccoli amuleti di pietra che hanno la funzione di catalizzare le energie per renderle più efficaci. 

La casa nella Bessa

Nel cuore della riserva, proprio in mezzo ai mucchi di rocce accumulati dai Romani durante la loro ricerca dell’oro, si trova la misteriosa casa della Bessa, un luogo semplice, ma altrettanto meraviglioso per la particolarità delle forme della sua architettura.
Proprio queste forme curve e i tetti a punta hanno indotto alcuni, che mai si sono avvicinati a sufficienza, a chiamare questo luogo il Castello Incantato, ipotetica dimora meravigliosa della quale spuntavano tra le fronde solamente i tetti molto particolari. Altri invece, l’hanno battezzata il ‘villaggio africano‘, ed effettivamente, viste le piccole dimensioni della casa e il canneto che cresce attorno a quasi tutta l’area, questa immagine si rivela più somigliante.
La sua struttura suddivisa in varie zone abitative, si trova un bagno, una piccola casetta con dentro un camino e una panca in muratura che si trova a parete lungo tutto il perimetro e un pozzo semplicemente meditativo.Tutta la zona è abbracciata dai cumuli rocciosi che caratterizzano la Bessa, tra le rocce è possibile distinguere dei vialetti, la rudimentale recinzione fatta di pali e filo spinato che delimita l’area e, qua e la, degli spazi appositamente ricavati dove crescono ancora oggi, nonostante l’abbandono, i fiori che l’uomo che frequentava la casa nella Bessa aveva piantato.
 Secondo gli abitanti di Borriana e Zubiena, il padrone di casa era un uomo strano forse un eremita che amava vivere isolato, alcuni dicono fosse uno scrittore, mentre altri lo identificano di più come un artista e questo spiegherebbe in parte la particolare struttura della sua casa.
Ma potrebbe anche essere che tutto sia una fantasia, mentre un’ipotesi potrebbe essere che quest’uomo, probabilmente residente poco distante, avesse costruito questa casetta per usarla come rifugio, magari per venire a creare le proprie opere d’arte o magari per scrivere, ma per tornare poi alla sera alla propria abitazione.
Questo è ancora un mistero, 

Commenti