Leggende & Storie piemontesi "Le leggende del lago della vecchia"

Il lago della Vecchia (lagh ëd la Vegia in piemontese) è un piccolo bacino lacustre situato all'altezza di 1.858 m s.l.m. sotto le pareti del Monte Cresto in Valle Cervoprovincia di Biella. È interamente compreso in una frazione montana del comune di Sagliano Micca, anche se il centro abitato più vicino è quello di Piedicavallo. Il nome del lago deriva da una leggenda locale. Il Lago della Vecchia è stato uno dei laghi alpini più pescosi del Biellese.Il Lago della Vecchia è un lago di circo di origine glaciale, del perimetro di km 1,05, con lunghezza massima km 0,3 e larghezza massima km 0,25. Da questo lago nasce il Torrente Cervo, il corso d'acqua più importante del Biellese.


La vecchia del lago è la protagonista di una antichissima leggenda d'amore e di fedeltà  che si ricollega al periodo celtico.

Qui di seguito tre racconti 



Un giovane guerriero si innamora di una bellissima fanciulla quindicenne e venne organizzato il matrimonio. La roccia a poca distanza del lago era stata allestita ad altare e decorata con fiori alpestri e fronde. La sposa ornata di ricche vesti attese lo sposo per tutto il giorno e la notte ma il giovane non arrivò. Al mattino successivo arrivò un uomo sconvolto dicendo che il promesso sposo era stato trovato ucciso in un bosco. La giovane volle dargli sepoltura in fondo al lago e là rimase per tutta la vita a custodire il suo amore, in compagnia di un orso. Negli anni la giovane divenne una vecchia, considerata una maga a cui la gente del luogo chiedeva consigli per rimedi, sortilegi, medicamenti. Quando morì fu sepolta al fondo del lago e secondo le tradizioni celtiche, i due spiriti innamorati s'incontrarono e si fusero. Ancora oggi, nelle magiche notti di luna, c'è chi afferma che si scorge sorvolare la superficie del lago un fantasma dai lunghi e bianchi capelli.

Al tempo della dominazione romana, un re e la sua sposa furono presi in ostaggio e messi a servizio come schiavi. Un servo fedele e devoto ai sovrani li seguì e li riscattò, dando loro la libertà. Ma il re morì e la vedova, fatta costruire una cassa di quercia, cercò nella solitudine delle alpi biellesi un luogo adatto al riposo del suo signore. Scelse il lago montano e calò la cassa nelle acque. La donna rimase a vegliare l'amato, viveva in una grotta e si nutriva di erbe, frutti selvatici e latte di una capretta. Era bellissima ma la gente la fuggiva perché straniera; veniva considerata una masca. Un giorno, un fanciullo si ammalò gravemente e la donna del lago lo guarì con i filtri di erbe alpine. La gente iniziò ad idolatrare la donna del lago e ricorreva a lei per le cure. In cambio le portavano doni. La donna invecchiò e quando mori la piansero e la calarono in fondo al lago, accanto allo sposo tanto amato. Ancora oggi, nelle magiche notti di luna, c'è chi afferma di vedere un fantasma bianco, dal lunghi capelli che sorvola la superfice del lago. E' la vecchia, ombra amica che ama i mortali, salva i viandanti smarriti e protegge gli innamorati.


Risale al 1600 ed è ambientata a Rozazza.
Si narra di una giovane e bellissima ragazza e del suo promesso sposo che, improvvisamente, dovette partire per la guerra. La giovane lo attese per molti anni, fedele, fino a quando arrivò in paese un giovane di Torino, ricco e affascinante, che iniziò a fare la corte alla ragazza. Lei inizialmente resistette, poi venendo a mancare anche le informazioni del fidanzato dal fronte, cedette e si fidanzò con il giovane torinese. Nel frattempo, a Rosazza, giugevano le notizie della morte del giovane rosazzese. Il giorno delle nozze della giovane con il promesso sposo di Torino, in chiesa comparve un pesonaggio vestito da un mantello nero. Era il fidanzato tradito che interruppe il matrimonio e fece morire d'infarto la madre della ragazza. La ragazza stessa scappò dalla chiesa e, in preda al senso di colpa, vagò per le montagne. La trovarono morta presso le sponde del lago. Fu trasportata in pese e le fu data sepoltura ma la sua anima continua a vagare intorno alle sponde del lago e si ode il lugubre lamento che rimprovera tutte le infedeltà d'amore. 

Commenti