Racconti e storie strane "L'asino di Tonino"

               L'ASINO DI TONINO





Come era contento Tonino, quando scendeva a Sordevolo con suo nonno a fare la spesa! Non andavano in auto, al nonno piaceva camminare. Pian pianino scendevano dalla casa sulla collina fino al paese che si intravedeva ben più in basso, con le sue casette, le sue casette, la chiesa, il campanile. Era un bel corteo, quello: apriva la marcia il nonno (il "grand", come lo chiamava Tonino), poi veniva l'asino, un asinello piccolo dal pelo morbido che portava due bisacce colorate dove il nonno metteva la spesa. Dietro l'asino c'era il cane, Berto, bianco e nero, poi il gatto Bigio tutto rosso poi veniva Tonino con un bastoncino in mano, contento come una Pasqua. Il sentiero che portava in paese era bello in tutte le stagioni. In primavera era pieno di crochi e fiori variopinti, in estate c'erano le fragoline rosse, in autunno vi si potevano raccogliere le castagne e d'inverno i passeri, le cince e i pettirossi li accompagnavano fino al paese. Giunti là, la gente usciva per salutarli. Il nonno parlava con tutti mentre Tonino giocava con i bimbi. Tutti volevano salire sull'asino e fare un giro intorno alla piazza e lui li portava scuotendo le orecchie. Fatta la spesa, tornavano indietro, verso la casa sulla collina, camminando piano perché l'asinello era carico. Il gatto talvolta rimaneva indietro perché era vecchio e Tonino lo aspettava succhiando un pezzetto di radice di liquirizia. Il gallo li aspettava sul cancello, al loro arrivo, cantando con quanta voce aveva in gola. Che belli, quei viaggi in paese! Ma come tutte le cose di questo mondo, erano destinati a finire. Il nonno aveva le ginocchia che gli dolevano e non poteva più camminare, il gatto e il cane erano morti di vecchiaia e un giorno Tonino non trovò più il suo asinello dal pelo morbido e dagli occhi lucenti che capivano le parole del padroncino. Tonino chiedeva a tutti notizie del suo asino, ma la mamma, il babbo, il nonno cambiavano discorso, non volevano rispondere. Tonino se ne andò nel prato, con il cuore pesante. Il sole brillava in cielo e guardava la sua disperazione. Il bimbo gli chiese: "Sole, tu che illumini tutto, dimmi dove è andato il mio asinello!". Il sole rispose: "Non lo so, chiedi alla luna!". Tonino aspettò il buio. Dal suo letto vedeva la luna, tonda e chiara, che lo guardava dalla finestra aperta. "Luna, luna, dimmi dove è andato il mio asinello!". La luna gli sorrise e disse: "Io lo so, ma non ti ci posso portare. Chiedilo al vento!". Il vento si era levato, scuoteva le piante, spingeva le nuvole bianche nel cielo. "Vento, portami dal mio asinello!": Senza rispondere, il vento lo prese, lo avvolse in un soffio, lo spinse in cielo, sempre più su, fino a posarlo su di una stella d'oro. A Tonino girava la testa, aveva chiuso gli occhi. Si sentì leccare il viso. Il suo asino era lì che lo guardava con gli occhi lucenti, il pelo brillante e morbido. Il bimbo lo abbracciò forte forte e poi salì in groppa, andando in giro per un prato verde in cui scorreva un ruscello d'acqua chiara e tutto era immerso in una viva luce. Nel prato Tonino trovò il suo gatto rosso, Bigio, che giocava con Berto, il cane bianco e nero. Quante feste gli fecero le due bestiole! Su di un albero, il gallo dalle piume variopinte cantava. Non avrebbe saputo dire, Tonino, quanto tempo giocò con i suoi amici. Com'era contento! Ma giunse il momento in cui capì che doveva tornare a casa. La luna lo prese con un raggio e lo portò, facendolo scivolare piano, fin nel suo letto. Ora Tonino dormiva tranquillo. Sapeva dov'erano i suoi amici, sapeva che con l'aiuto del vento e della luna poteva tornare a trovarli.

brano tratto dal libro
GRANDA CONT-MI NA STÒRIA
Nonna, raccontami una storia
di MARIA PIA CODA FORNO

  Insegnante di Pimontese nelle scuole elementari e socia dell'
Asuciasiun Piemonteisa 

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